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VERITÀ' INFANTILE E DOGMA CRISTIANO:L'EDUCAZIONE CRISTIANA NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE MENTALE

Quanto profonda sia la convinzione dei cristiani circa l' esistenza del diavolo come 'personificazione' del male è dovuta al precoce indottrinamento cristiano che subiamo fin dalla nascita. Il fatto è che questa malsana idea del diavolo non è una mera 'verità' di fede' priva di conseguenze fattuali. Infatti se non fosse gravida di conseguenze nefaste per l’umanità intera, non mi sognerei affatto di metterla in discussione. Fintanto che una 'verità' di fede' venga vissuta nell'ambito privato delle proprie credenze e non avesse ripercussioni tanto negative su tutta l’umanità, ognuno sarebbe libero di coltivare le credenze che meglio gli aggradano. In realtà questa 'dottrina' ha una funzione sociale tanto deleteria quanto socialmente funzionale. Impedisce e ostacola la presa di coscienza che il male e l'odio albergano nell'uomo. Non si tratta di una 'qualità' proiettata e ascritta ad una 'personalità' ben precisa...

ALLA RICERCA DEL SENSO PERDUTO NELLA VERITÀ' DI SE'

Scriveva Herman Hesse nel suo volume "Il mio credo": "Io credo che la vita abbia un senso. Percepisco dentro di me la voce di questo senso nei momenti in cui sono realmente vivo e perfettamente sveglio". Che questo fosse il senso-tutto umano-del nostro esserci l'ho scoperto da poco anch'io. Da quando mi sento perfettamente integrato e liberamente associato, in armonia con me stesso e con gli altri. Si può dire che non c'è pace tra gli uomini senza che ogni uomo non abbia raggiunto i suoi personali sentimenti di pace e di benessere interiori. Allora la 'presenza mentale', l'essere 'qui e adesso', il fatto puro e semplice di essere presenti a se stessi, non sarà più un 'miracolo'- come qualcosa di troppo difficile da raggiungere-ma un sentimento imprescindibile di radicamento e sicurezza interiori poiché siamo 'liberamente associati'. Quando parliamo di 'integrazione del Sé' vogliamo far riferimento al sentim...

CONOSCERE LE EMOZIONI

Molte persone soffrono di Alessitimia ovvero l'incapacità a dare un nome alle proprie emozioni. Altre, avvertono solo la componente somatica e viscerale, ma non sanno dare un nome a tale attivazione fisiologica e la interpretano come fosse un disturbo fisico. Molte persone soffrono di questo disturbo secondario a deficit dello sviluppo cognitivo, ma non lo sanno. Eppure la capacità di attribuire un significato alle emozioni ci consente di trasformare, attraverso la simbolizzazione offerta dal linguaggio, i vissuti emozionali incarnati nel soma ad un livello presimbolico , in contenuti coscienti regolabili e modulabili dal soggetto. La vita emotiva di molte persone e' così piatta e vuota proprio perché sono i sentimenti il 'sale' della vita. Tutti i problemi esistenziali nonché le nevrosi, le ansie e le depressioni sono caratterizzate da questo deficit di simbolizzazione presente in modo più o meno marcato. Non di rado le persone dissociano le proprie emozioni dolo...

LA TEOLOGIA CRISTIANA SI NUTRE DELLA SALUTE MENTALE DELL'UOMO

I più si domanderanno se sia mai possibile. La chiesa è cosi attenta ai bisogni degli "ultimi", dei "piccoli"....Certo! E come potrebbe fare altrimenti? La chiesa ha bisogno delle nostre miserie, delle nostre difficoltà, della nostra infelicità. Essa se ne nutre, e noi manco ce ne rendiamo conto. Promette la felicità nell'al di là e intanto si nutre della nostra infelicità in questo mondo. La chiesa di fronte alle calamità e ai bambini che muoiono di fame non fa che pregare e pregare. I problemi però non si risolvono pregando. La chiesa faccia ciò che ha detto Gesù: "Va e vendi ciò che possiedi. Il ricavato dallo ai poveri". Ebbene si ha la netta impressione che le gerarchie vaticane di fronte alle miserie umane.....preghino troppo e facciano troppo poco. Quel poco che fanno è davvero un' inezia rispetto al molto che potrebbero fare. Il mondo non cambia con le preghiere, ma con i fatti concreti. La chiesa ha un patrimonio finanziario, artistic...

E NON C'E' TROPPO AMORE CHE SI POSSA SPRECARE

Il titolo di questo post è tratto dalla frase di una canzone del cantante rapper, Nesli. Ma non sarebbe difficile trovare frasi simili in migliaia di canzoni italiane o straniere. Ma non solo. Ci sono vaste produzioni letterarie sia in prosa che in versi il cui tema è l’amore. L’amore desiderato, l’amore incompreso, l’amore frustrato, l’amore impaziente. Insomma l’amore in tutte le salse. Una cosa sembra evidente: siamo mendicanti dell’amore, un amore che ci manca tanto, che tanto ci fa soffrire, di cui avremmo diritto, ma che, in un modo o nell'altro, non è stato rispecchiato. Mi sovviene proprio adesso un’altra frase, una vera invocazione, tratta da una canzone di Zucchero, “Un’overdose di amore”, che così recita: “Ho bisogno d’amore per Dio perché se no sto male”. Ecco: Il cantante fotografa la situazione così come sembra essere, senza troppi fronzoli. Mi chiedo solo chissà quanto sia consapevole della verità di ciò che dice. Si parla e si scrive tanto d’amore perché è pro...

UNA BASE SICURA

In questo articolo mi propongo di illustrare il concetto di "base sicura" come emerge dalla relazione primaria tra madre e figura di attaccamento(F.d.A.). La relazione di attaccamento è quella che caratterizza le relazioni tra madre-bambino e, considerato il grande lasso di tempo di cui il bambino ha bisogno per svilupparsi nonché la sua conseguente prolungata dipendenza dalla madre, si capisce quanto sia importante questo legame di attaccamento e la sua "qualità' nella relazione. E' proprio vero che l'uomo nasce come "prole inetta" nel senso che il suo periodo di "gestazione evolutiva" è molto lungo. Basti pensare che il piccolo del lemure impiega solo poche ore perché sia fisicamente indipendente dalla madre. Un così lungo periodo di "dipendenza relazionale" se possiede l'indubbio vantaggio di acquisire competenze in modo graduale, mette anche al centro l'importanza e la "qualità" della relazione diadica m...

IL TRAUMA RELAZIONALE DELLO SVILUPPO E L'ATTACCAMENTO DISORGANIZZATO

Quando ben 27 anni fa ricevevo la prima diagnosi psichiatrica la comunità scientifica non poteva immaginare che io fossi affetto da un disturbo post-traumatico da stress dello sviluppo. Del resto non venivo da una guerra né ero un reduce del Vietnam. Ero un ragazzo appartenente alla media piccola borghesia cosa mai potevo aver subito di così traumatico in una famiglia modello come la mia? Che la famiglia potesse essere la “culla egli orrori” era una cosa che poteva essere; quindi non può essere ciò che non deve essere. Quando nel 1895 Freud scrisse la sua “Seduzione sessuale infantile” aveva individuato negli abusi sessuali reali la causa dell' isteria. Ma la comunità scientifica del tempo non accettò questa etiologia avanzata da Freud e questi, temendo anche l' ostracismo dei suoi, appena un anni dopo ritrattò quanto aveva asserito e propose la teoria delle pulsioni per cui è il bambino che, agito da innate tendenze distruttive e sessuali, provocava i malcapita...