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LA TEORIA DELL’ATTACCAMENTO

Dal momento che sono le prime relazioni di attaccamento a strutturare la personalità futura del bambino risulta essere molto importante comprendere la natura e le dinamiche intersoggettive di questo legame prototipico che si proporrà come ‘matrice’ e ‘modello’ per le successive relazioni sociali. La relazione di attaccamento è posta al servizio dei bisogni e delle aspettative di cura, conforto e aiuto del bambino. Una madre attenta sa ‘sintonizzarsi’ sulle richieste affettive del figlio. E’ un po’ come fargli da ‘specchio’, uno specchio in cui il bambino deve poter vedere riflesso se stesso e i suoi bisogni. Purtroppo, nei casi di attaccamento insicuro, capita che in questo metaforico ‘specchio interattivo’ il bambino non veda riflesso se stesso, ma la propria madre e i suoi bisogni narcisistici di cure, dominio e controllo. La relazione di attaccamento consente di ‘regolare’ le attivazioni interne del bambino. Gli studiosi dell’attaccamento hanno potuto osservare che il bambino, ...

(DIS)ONORA IL PADRE E LA MADRE

“Onora il padre e la madre", così recita il quarto comandamento. Ma a nessuno sembra incredibile che un fatto così naturale e ovvio, l'amore per i propri genitori, debba essere oggetto di un "comandamento". Forse l'estensore delle tavole della legge aveva qualche motivo recondito per raccomandare agli uomini di onorare i propri genitori? Credo proprio di si, vediamo perché. Quando mi recavo, a causa dI un'insonnia ostinata presso questo o quello specialista mi accompagnava mia madre. Questi "consolavano" lei per i suoi tanti sacrifici che ostentava(fin troppo) e "curavano" me. Fino a quando le cose sono andate così, mia madre mi ha "sostenuto" poiché la sua "immagine" non era in discussione. Si metteva l'accento solo sui miei "atteggiamenti sbagliati". Ma quando, per mia fortuna, ho conosciuto lo psicoterapeuta "giusto" che non aveva nulla da nascondere a sè stesso, che non temeva le ...

LE INFANZIE INFELICI E I LORO EFFETTI SULLA SOCIETA'

Purtroppo non passa giorno che i rotocalchi quotidiani e i nuovi media non ci propongono storie di (stra)ordinaria follia che hanno per protagonisti stupratori, killer seriali, masochisti, alcolisti, depressi, tossicodipendenti e chi più ne ha più ne metta. Ma c’è un ‘fil Rouge’ che lega tutti questi personaggi: una comune infanzia rimossa e negata. In realtà questi disturbi, sebbene molto eterogenei tra loro, hanno un unico, denominatore: un’infanzia infelice caratterizzata dall’ insensibilità dei genitori a sintonizzarsi con i bisogni e le aspettative di rispetto e accettazione del bambino. Infatti i disturbi della sfera psichica, dai più seri a quelli più comuni nonché quei sentimenti di cronica insoddisfazione, di sottile infelicità, e di generale inquietudine trovano tutti la stessa origine nelle relazioni primarie del bambino con i suoi caregivers. Ciò non stupisce affatto, sebbene siano in molti a ‘giurare’ di avere avuto un’infanzia serena e perfetta. Se vi capitasse ...

L' ATTACCAMENTO DISORGANIZZATO (DA)

L'attaccamento disorganizzato è molto più' frequentemente correlato alla psicopatologia in generale e a quella borderline e dissociativa in particolare rispetto agli altri pattern di attaccamento. In effetti rispetto ai pattern di attaccamento sicuro e insicuro(evitante e resistente/ambivalente) in cui le strategie comportamentali appaiono essere organizzate e coerenti, sia nella dimensione della sicurezza che in quella della insicurezza, in questo caso è improprio parlare di un vero 'pattern'(o modello) di attaccamento data la stessa disorganizzazione dell'attaccamento nei bambini così classificati alla "Strange situation procedure"(SSP). Si può dire che la caratteristica relazionale de questa diade madre/bambino siano la mancanza assoluta di sintonia( disattunement) e la paura. Infatti la madre nel relazionarsi con il suo bambino sembra essere assorbita in ricordi relativi a lutti e traumi non elaborati che, appartenendo ad un passato relazionale, s...

IL SENTIMENTO DI COLPA CRONICO E PATOLOGICO NON E' UMANO

Ci sono molte persone che vivono un sentimento di colpa profondo come fosse una fatalità ineluttabile. Come se fosse intrinseco alla loro stessa condizione di esseri umani. Nel peggiore dei casi ci si sente in colpa di ogni evento dannoso, magari di un terremoto in Azerbaijan o dell'ultimo caso di cronaca nera. Altre, invece, tradiscono nel loro linguaggio, intercalato da  "scuse" non richieste, lo stesso problema. Sembra quasi che costoro esprimano con le loro convinzioni e nei loro comportamenti "la colpa di esistere". Molte di queste persone pensano che è del tutto ovvio e scontato ciò che 'sentono' e 'pensano' e non lo vivono neanche come un problema. E' evidente che si tratti di un senso si colpa pervasivo, spesso parossistico, che il soggetto stesso può anche vivere come 'egodistonico'. Cioè riconosce la sua irrazionalità, ma "è più forte di me", si sente spesso dire. Il sentimento di colpa di cui stiamo parlando è...

IL PROBLEMA DEL GIUDIZIO DEGLI ALTRI

Che a tutti faccia piacere sentirsi apprezzati e approvati è umano. E' certamente desiderabile che gli altri ci valutino in termini positivi. Siamo esseri sociali e le relazioni e l’intersoggettività costituiscono la matrice dalla quale ogni essere umano co-costruisce se stesso egli altri. Tuttavia quello che è un fatto 'desiderabile' quando diviene un 'bisogno assoluto', una sorta di imperativo interno inderogabile, ci rende infelici perché diventiamo dipendenti e non in grado di sostenere un nostra opinione, se non se non condivisa dagli altri. In tal modo perdiamo la gioia di essere noi stessi perché sottomessi e proni al bisogno di approvazione e di accettazione degli altri. Tenere in considerazione il giudizio degli altri per ritenersi capaci e amabili è come dire: "E' più importante ciò che tu pensi di me che quanto io penso di me stesso". Ma se facciamo 'scendere' l'altro sulla terra ponendolo sul nostro stesso piano il suo giud...

PERCHÉ' SI DEVONO AMARE I BAMBINI?

Può sembrare una domanda 'scontata', ovvia. Un pleonasmo. Ma non è così, purtroppo. Tutti dicono di 'amare' i bambini anche se può scapparci uno scappellotto e se il piccolo 'frigna' sempre. Del resto non è infrequente incontrare adulti, troppo spesso, infelici, disturbati, distruttivi, autodistruttivi o dipendenti. Bambini spaventati e iperattivi, adolescenti depressi ed insoddisfatti e adulti infelici ci dicono che il bambino non è stato amato e riconosciuto come egli prevedeva e desiderava. Ma le sequele del 'mal-trattamento' del bambino sono assai più vaste e concernono lo smarrimento di Sè, la perdita di senso, la formazione di convinzioni irrazionali ed egocentriche, autoritarismi, violenze e distruttività. Comportamenti compulsivi e autodistruttivi, perversioni, ecc. Fatta questa premessa si può comprendere quanto sia importante amare i bambini. Il fatto è che dovrebbe essere naturale amarli perchè i sistemi motivazionali sono reciproci nel...